Mentre si resta in attesa della ufficializzazione delle manifestazioni di Bellaria (dopo la riunione dell'esecutivo nazionale del 24 e 25 maggio), già si registra qualche defezione nel gruppo del circolo Anspi "Nunzio Di Giorgio Patti". Andrea Scardino, con ogni probabilità, non sarà con noi per motivi familiari, nell'eventualità dovessimo raggiungere il quarto traguardo consecutivo; ma non è questo che volevo evidenziare per movimentare il sito della nostra associazione. Un piccolo sfogo l'ho titolato, dopo la riunione prima dell'allenamento di ieri. Gli scontri è giusto che ci siano, perchè permettono, in modo trasparente, di chiarire e smussare gli angoli. Ciò che non mi piace e l'ho detto in maniera chiara, sono le affermazioni inesatte (diciamole così) e quelle che circolano nel "sottobosco", portando solo dissenso e acredine. Ritengo di essere una persona legata al passato e perciò diversa da questo calcio e da tutte le vicende umane di oggi. Quando mi insultavano, mi deridevano, quando non mi passavano la palla, quando mi escludevano dalla formazione dei 18 e non mi mettevano nemmeno tra le riserve, quando mi facevano capire di poter far a meno di me (sembra la storia della mia breve carriera calcistica), quando facevano tutto questo e non mi davano nemmeno una spiegazione, io abbassavo la testa, restavo deluso, ma in allenamento, cercavo di correre più degli altri, pretendevo che mi rispettassero, ad ogni costo. Ho incontrato tanti allenatori che non mi hanno capito e non ne ho fatto un dramma; poi sulla mia strada si è frapposto il mister, Pippo Salemi e ha saputo motivarmi e sono entrato in campo, consapevole di essere una persona sulla quale si poteva contare. Così qualche soddisfazione è arrivata (pure la fascia di capitano in una partita, pensate). Da come lo hanno trattato dopo, esonerato in malo modo, pur avendo fatto tanto (promozione dalla terza alla seconda categoria e poi in seconda, prestazioni all'altezza con le squadre più forti), pur essendosi manifestato sempre come una persona seria, veramente difficile da trovare, ho capito che l'essere trasparenti non paga; bisogna essere duri e non esternare il proprio pensiero nei confronti di chi, magari, lo merita (tranne le solite eccezioni). So, da quando è iniziata l'avventura con la "Don Pino Puglisi" e ora con la "Nunzio Di Giorgio", di essermi preso le mie responsabilità, sempre e di aver anche pagato di persona. Ma questo non ha importanza: fa parte del gioco e del mio modo di vivere. A lungo andare, ho capito che non si può essere simpatici a tutti e bisogna rischiare lo scontro; la franchezza o la rottura verso qualcuno per non travolgere tutto il resto. Ed è proprio questo che non vorrei si verificasse: la rottura del giocattolo, ora che la squadra comincia a girare meglio, ora che agli allenamenti si può fare una partitella decente. Ho detto di essere il presidente di questa associazione e che la carica di allenatore (pure quella di presidente, è ovvio) si può anche rinnovare; nella squadra ci sono giocatori seri che possono ricoprire questo ruolo e non faccio nomi, per non indispettire qualcuno. Comunque, che piaccia o non piaccia, per quest'anno, cercherò di portare avanti il mio compito: se riuscirò, bene. Nonostante la mia rabbia, so che non potrò mai essere duro con nessuno, so che non riuscirò a dire ciò che vorrei, per non urtare nessuno, so che non riuscirei a riprendere un calciatore, insultandolo, perchè ha sbagliato. Urlerò, certo, come al solito e poi sbollirò. Forse perchè mi sono fatto i calli in panchina e posso capire. Da ora in poi, però, cercherò di cambiare, almeno un pò; sarò meno "ecumenico", più diretto, dimenticherò qualcosa del passato e guarderò il presente. Se la verità farà male, non posso farci nulla, è la verità.
MASSIMO NATOLI
P. S. Scusate la lunghezza del testo, ma è rivolta a quei pochi che avranno il coraggio di leggere; al prossimo post, più corto e più ottimistico.
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1 commento:
facendo parte della squdra da tre anni mi e'dispiaciuto sentire dei commenti da persone che io reputo fratelli.
Comunque spero che si tratti di un semplice malinteso,e che da questa diatriba il gruppo si solidifichi sempre piu',perche' a volte una piccola discussione fa' gruppo.
Piccolo pensiero da parte di N.C.,che fa' dell'umilta' e sincerita'il suo modo di vivere.
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