martedì 14 settembre 2010

NESSUNA PAGELLA PER BELLARIA 2010

Non ci saranno pagelle quest'anno e ognuno, dentro di sé, sa il perchè. Non voglio fare graduatorie di merito, perchè ognuno dei giocatori sa verso chi ho espresso i miei apprezzamenti, ieri e oggi ed anche il mio disappunto, anche questo, ieri e oggi. Ma fino a che si tratta di “problemi” di natura tecnica cioè errori sul campo, è poca cosa, perchè sbagliare è umano e tutti sbagliamo. Gli sbagli – ho detto a chi ha fallito, per esempio, il gol “facile” contro la Toscana, nella prima partita – servono a farci apprezzare di più le cose buone - se e quando riescono - e a gioire quando si centra la porta e si gonfia la rete. Gli sbagli ti fanno piangere, digrignare i denti e ti restano fissi nel cervello, finchè ti ritrovi ancora davanti alla porta e sfoghi la tua rabbia ed il tuo orgoglio ti fa gonfiare il petto, quasi che la maglietta si spezza. Questo ho detto, ridetto, gridato a chi aveva sbagliato, era un incitamento a lottare, sempre e comunque. Perchè quando sudi la maglia, possono dirti tutto quello che vogliono, ma non mai che sia mancato l'impegno. A parte ciò, quest'anno non mi è piaciuto l'atteggiamento, non mi sono piaciuti certi comportamenti e poiché noi non siamo solo una squadra di calcio, ma anche un “gruppo” che vuole camminare insieme, non posso essere d'accordo su certi, chiamiamoli, “approcci”. Quest'anno, dunque, nonostante abbia visto moltissimi miglioramenti dal punto di vista del gioco in campo, non ci saranno pagelle. I panni li laveremo in famiglia, perchè non voglio prestare il fianco a certi stupidi che godono delle disgrazie altrui. Mi basta come mi sono sentito, ricevendo certi “complimenti”. Certo c'è stato anche del buono, ma bisogna cambiare direzione, se si vuole correre tutti insieme. Se ognuno farà un esame di coscienza serio, capirà. So solo questo: come alcuni di noi, in questo torneo di Bellaria ormai trascorso, in passato, ho giocato anche infortunato, perchè se c'era una partita da disputare, era come una battaglia da vincere a qualunque costo. Al termine della partita, sarebbe bastata una stretta di mano agli avversari, vincenti o perdenti. Questo mi hanno insegnato i pochi allenatori che ho incontrato nella mia vita; non avevo qualità tecniche, solo la grinta e non ho vinto nulla. Ma per me non ha importanza: ho perso la guerra, ma ho vinto qualche battaglia, per me questo conta e tanto. Ma non voglio pontificare, anche perchè oggi sono il presidente-allenatore-selezionatore-segretario, ma domani potrebbe essere diverso o sarà diverso, questo non lo so. Quindi mi dispiace per chi si attendeva i giudizi, peraltro molto soggettivi, sulle quattro partite che abbiamo disputato, avendo anche accarezzato il sogno impossibile di passare il turno in un girone impegnativo; ho visto con grande soddisfazione il giusto comportamento di chi, per esempio, nella quarta partita, è stato impiegato, ma poteva anche farsi da parte, viste le “defezioni”. Ma con senso del dovere e rispetto verso la squadra, mi ha fatto capire ed io ho capito; ha giocato insieme a quelli che, pur infortunati, avrebbero preferito non farlo. C'è stato anche chi avrebbe voluto giocare, pur essendo stato espulso (se non è attaccamento questo....). Insieme hanno disputato l'ultimo confronto fino al termine. Tutti questi sanno a chi mi riferisco, senza fare nomi e senza dire degli “altri”. Anche loro lo sanno. Mi scuso ancora per questo sfogo amaro, ma questo calcio o meglio alcuni aspetti di questo calcio non mi appartengono. Sarà che sono geloso di quelle poche (veramente poche) cose che ho. Un ultimo ed unico appunto personale lo voglio fare solo ad un mio coetaneo, amico di tante battaglie calcistiche, al capitano, Leo Scaffidi. So che lui, leggendo queste note, mi risponderà, dicendo che comunque tutto è filato bene, perchè il suo “spirito”, lo “spirito” di Leo, intendo, è stato positivo, come quello di Nunzio Costanzo e di altri veterani della squadra. E' sicuramente vero ed è apprezzabile vedere un “vecchietto” andare a coprire le zone del campo come se fosse un giovanissimo, come è stato altrettanto apprezzabile chi, nonostante il lavoro e la famiglia, con puntualità, ha rispettato gli orari degli allenamenti e delle partite. Ma, pur con questi risultati straordinari, se non guardiamo dentro noi stessi e non cerchiamo di raddrizzare la baracca, faremo un male a noi stessi e anche a chi, quest'anno, ha fatto il proprio dovere.
MASSIMO NATOLI

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Quest' anno è stato un anno diverso dagli altri ma alla fine siamo una grade famiglia è vada come vada, vittoria o sconfitta, noi "tutti insieme ed uniti" continuiamo a vincere ogni anno, xk siamo la NUNZIO DI GIORGIO PATTI e nel bene o nel male ci vogliamo troppo bene........

ROBERTO MAGISTRO

Anonimo ha detto...

DIMENTICAVO, una parola la voglio dedicare a ROBERTO MAGISTRO che dopo 5 anni e dico 5 anni ha indossato " e mi stava molto bene pure, meglio di leo addirittura" nella 4 partiTa LA FASCIA DI CAPITANO "rilevandola con molta fatica, xk non se la voleva togliere" DALL' IMMORTALE LEO SCAFFIDI, grazie leo, grazie mister per le belle parole non dette............. :)

ROBERTO MAGISTRO

Anonimo ha detto...

Mister .. Nn t devi skusare di nnt .. Ci dobbiamo skusare noi .. Di tutto .. Io posso dire ke essendo il primo anno mi sn divertito .. Nn sn bravo come voi , a scrivere cosi bene .. Xò spero ke questa squadra , o meglio , FAMIGLIA , vada avanti .. Accettando vittorie e purtroppo sconfitte .. Spero anke ke ci saranno ancora , nonostante tutto , molte spedizioni a BELLARIA .. Di Blasi ..

Anonimo ha detto...

Caro Antonio tu sei stato tra le poche note positive. Meglio sbagliare un gol che sbagliare altre cose più importanti; e poi ricordalo, alla prossima occasione, quando segnerai, festeggeremo, magari ballando, proprio come Oronzo Canà quando, nella partita decisiva, segnò Aristoteles...
MASSIMO NATOLI

Anonimo ha detto...

Ciao mister, io a differenza di Antonio sono molto bravo a scrivere e nonostante ciò mi associo alle sue parole, seppur scritte in un italiano "stentato" ( dai scherzo Antonio !). L'avventura è stata divertente e non lo dico perchè ho giocato tanto, pure troppo. Anzi l'unica cosa che voglio dirti è che nella seconda partita dovevamo ruotare un po di cambi, ma tu sei l'allenatore e tu ti prendi le responsabilità. Dico questo perchè le polemiche, sotto sotto, si sono accese sopratutto per questo motivo. Per quanto riguardo un gol sbagliato, non si "deve" chiedere scusa a nessuno, si "può" ma non è d'obbligo e chi è atleta si fida dei propri compagni, nel bene e nel male. Mi sembra lecito, in un campo di calcio e di qualsiasi altro sport di questo mondo, rimproverare il proprio compagno nel momento in cui fa una "scelta sbagliata" e non perchè "divora un gol",un gol non si sceglie di sbagliarlo. Caro Antonio finisce tutto in quel minuto senza rancori, perchè una cosa è lo sport un' altra cosa la vita dove conta davvero vincere e lo si fa diventando uomini migliori. Un abbraccio a tutti e spero in altre avventure insieme.

Andrea